Home
La nostra storia
Brand
Come arrivare
La città di Novara
Contatti

La città di Novara ha origini antichissime, tanto che quando si formo', Roma non esisteva ancora. Molto probabilmente il primo insediamento fu opera dei celti Insubri, primi abitanti delle zone prealpine comprese tra il Canton Ticino a Nord ed il fiume Pò a sud. Le caratteristiche celtiche si riscontrano nel nome stesso di Novara, che deriva da due termini gallici: ar, che significa "sopra" e var, "acqua". In effetti la città si trova vicina a fiumi e torrenti, in posizione elevata rispetto ai luoghi circostanti quindi facile da difendere.

Novara, presenta l'impianto tipico degli insediamenti romani nella Gallia Cisalpina, ed é costruita attorno a due assi principali: il decumano (attuali Corso Italia e Corso Cavallotti) e il cardo (Corso Cavour e Corso Mazzini). La città era difesa da una cerchia di mura ancora parzialmente visibili in piazza Cavour,  e nelle vicinanze dell'ex collegio Gallarini. In queste mura, si aprivano quattro porte, da cui partivano le strade in direzione di Milano, Vercelli, Genova e verso la Svizzera. Con l’occupazione romana (196 a.c.) la città prese il nome latino di "Novaria".  Il primo vescovo di Novara fu San Gaudenzio. San Gaudenzio (22 gennaio) é ancora la festa patronale.

Con la caduta dell’impero Romano, Novara conobbe un lungo periodo di invasioni barbariche. Nei primi decenni del 400 d.c. fu occupata dai Bizantini che, intorno alla metà del secolo, furono sconfitti dai Goti. Nel 452 d.c., la citta' fu pesantemente saccheggiata dagli Unni di Attila. Novara andò spopolandosi. Anche il vescovo dovette trasferirsi in un luogo più sicuro, e si rifugio' nel castello della vicina Isola di San Giulio (38 km nord, Lago d'Orta). Nel 569, giunsero i Longobardi, che vi rimasero per due secoli. Seguì  la conquista dei Franchi di Carlo Magno. Nel 1110 l'imperatore Enrico V, assediò Novara incendiandola.

Negli anni successivi, iniziò l'era del "Comune". Nella sua espansione sul territorio circostante, il Comune di Novara si scontrò con i Conti di Biandrate. Nel 1176, a Legnano, un drappello di trecento novaresi contribuì alla vittoria della Lega Lombarda sull'Imperatore Federcio Barbarossa (alleato con i conti di Biandrate), e Novara prese così possesso di tutti i territori dei Biandrate (lago d'Orta, lago Maggiore, Val Sesia). All'inizio del 1200, nel recinto del Broletto fu edificato il Palazzo del Comune. E' di quest'epoca il massimo splendore della Città che, sfruttando la fortunata posizione geografica, divenne importante sede di commerci. Tra i "Paratici" (mercanti di panni, tessitori, fabbri), i più importanti furono i calzolai. La città, fu a lungo la capitale del commercio di calzature del nord Italia. La fiorente "Università dei Calzolai", fu tra le più antiche corporazioni di artigiani italiane e prosperò a Novara. Ebbe un peso rilevante nella vita politica della città, in quanto era una società di mutuo soccorso. Ben presto i "Calzolai" si scontrarono con i nobili di Novara.

Il simbolo della Novara medioevale era la "Torre delle Ore", la più alta delle numerosissime torri della città, che diede il nome all'attuale "Angolo delle Ore". La sua parte più elevata, aveva l'aspetto di un dischetto da ciabattino, quale simbolo della "Città di Sciavatìn". Novara, passò quindi nel 1312 sotto la protezione della famiglia Visconti e del Ducato di Milano. Il vescovo di Novara, Giovanni Visconti alleato con i Brusati (Guelfi), scacciò i Tornielli (Ghibellini), ed iniziò la costruzione di un castello a ridosso del centro ( ancora visitabile ). Con il declino dei Visconti, nel 1448, Novara passò poi ai nuovi Signori di Milano: gli Sforza. Per quasi un secolo Novara fu teatro di numerose battaglie tra eserciti del Ducato di Milano e truppe francesi.

Dal 1448 al 1515 Novara, città fortificata più ad ovest del Ducato di Milano, per ben quattro volte venne occupata dai Francesi e poi assediata dagli Sforza. Durante uno di questi assedi, nel 1500, Ludovico Sforza (detto "il Moro"), dopo alcuni giorni di combattimento si ri-impadronì di Novara. I Francesi, inducendo al tradimento le truppe mercenarie svizzere al servizio dei milanesi. Il 10 aprile "il Moro" venne imprigionato nel Castello di Novara. Verrà poi condotto in Francia dove morirà nel 1508.

A seguito dell’occupazione voluta da Carlo V del Ducato di Milano, Novara passò nel 1525 sotto la dominazione spagnola e, trovandosi sul confine, nel 1553 venne trasformata in piazzaforte con un imponente cinta muraria, per la guerra contro i francesi. Sono gli attuali Baluardi, ancora visibili intorno ai giardini della "Allea”. Nel 1706, la città fu assediata e conquistata dalle truppe austriache e Novara passò al Regno del Lombardo-Veneto, che consolidò sul fiume Sesia il confine tra Impero Austro-Ungarico e Regno di Sardegna. Nel 1734, Novara fu invasa dalle truppe franco-savoiarde: il nuovo confine verso la Lombardia sarebbe stato il fiume Ticino. Iniziava un nuovo periodo per la Città, come dimostra lo sviluppo edilizio dell'epoca, in stile sabaudo-neoclassico. I Savoia vollero modificare l'aspetto di Novara. Gli antichi Baluardi spagnoli che cingevano il centro e molti palazzi medioevali furono distrutti e sostituiti con gli attuali viali alberati. Più tardi, a metà XIX secolo, saranno purtroppo decisi anche la demolizione dell'antico Duomo in stile romanico (XI secolo, di cui è rimasto solo il Battistero) a favore di quello attuale neoclassico, e la costruzione della Cupola di S.Gaudenzio, entrambe su progetti di inzio secolo dell'architetto novarese Alessandro Antonelli.

Alla fine di maggio del 1800, Napoleone I , durante la campagna d’Italia, prese possesso di Novara. Con l’ordinamento napoleonico la città tornò lombarda, e divenne capoluogo del Regno d'Italia. Nel 1814, Novara tornò ai Savoia. Il nome di Novara resta legato agli eventi della prima Guerra di Indipendenza ed, in particolare, alla sconfitta ed all’abdicazione del re Carlo Alberto nella sera del 23 marzo 1849 dopo la battaglia della Bicocca. Il 23 ottobre 1859 (decreto Rattazzi), fu istituita la Provincia di Novara, che comprendeva all'epoca anche le attuali provincie di Vercelli, Biella e Verbania, rendendola la più estesa provincia d'Italia.

La prima guerra mondiale, portò lutti in 692 famiglie. Successivamente, il regime fascista, investì molto sulla città di Novara, nel progetto di renderla sede di uno dei maggiori mercati agrari del nord Italia; il Teatro Sociale, venne demolito per far posto all'attuale palazzo delle Poste; il Castello Sforzesco, utilizzato come cacere. Con la  Seconda Guerra Mondiale, Novara conobbe gli allarmi per incursioni nemiche e nel '43, la"RAF" inglese ne bombardò pesantemente la periferia est. Il 30 aprile del 1945, le truppe anglo-americane entrarono in Novara.

La fertilità del territorio novarese ha permesso, dagli anni '30 agli anni '70, il grande sviluppo della coltivazione del riso e del vino. E' di questo periodo il boom demografico della città, passata nel ventennio 1950/1970 da circa 35mila ad oltre 100mila abitanti. Nel 1957, Novara era la quinta città d'Italia come reddito pro capite, e la settima provincia italiana per reddito medio per abitante.